Un terzo delle pagine analizzate risulta essere stato creato dall'intelligenza artificiale. I chatbot però lasciano tracce nel modo di costruire le frasi

Come scrive l'intelligenza artificiale? In che modo compone le sue frasi e quali sono i segni più distintivi e ricorrenti? Grazie allo studio del centro di ricerca statunitense Pew Research Center, possiamo dare una risposta e catalogare quelli che sono i «tic linguistici» più frequenti dell'AI, oltre a scoprire quante pagine web, nate dal 2023 a oggi, siano ormai frutto dei cervelli elettronici.

I tic linguistici dell'AIPer capire se una pagina o un testo sono opera dell'intelligenza artificiale vanno cercati alcuni segnali ricorrenti che vengono definiti dai ricercatori come «tic linguistici». Non sono degli errori, ma tendono a ripetersi più spesso rispetto ad altre formulazioni, parole o modi di costruire le frasi. Lo studio ha analizzato, ma sopratutto catalogato, questi tic dando numeri precisi sul loro incremento negli anni, per costruire e individuare lo stile linguistico dei bot. Va precisato che la ricerca ha tenuto conto solo dei testi in lingua inglese

Il trattino lungo «—»Si chiamano «em dash» e sono forse uno dei segni più caratteristici che l'AI lascia quando scrive un testo. In forma scritta corrispondono al trattino lungo e secondo i cervelli robotici sono il modo migliore per introdurre gli incisi o per spezzare ragionamenti complessi, preferendoli alle classiche virgole. Dai risultati sembra che i Large Language Models li abbiano assimilati in modo intenso, tanto che la frequenza con cui si trovano è passata da 5,79 a 11,19 ogni 10 mila parole. Un valore quasi raddoppiato.