MERANO. «Da mesi siamo ostaggi di un vicino di casa. Rumori, grida, minacce se chiediamo di fare più piano: abbiamo cambiato le nostre abitudini di vita, cercando di adattarci e soprattutto di mantenere la salute. Ma la situazione è peggiorata, e l'altro giorno siamo stati bloccati nell'accedere al garage e malmenati dal nostro vicino». Comincia così il racconto di una famiglia di cittadini italiani residente nel centro di Merano, i volti pieni di lividi - tra occhi neri e medicazioni - dopo il pestaggio denunciato nei giorni scorsi al commissariato di polizia, con il successivo avvio delle indagini. La vicenda si protrae da mesi, costellata di denunce ai carabinieri e alla polizia di Stato, inizialmente per minacce e ora per lesioni, a carico del vicino, pregiudicato, già rimpatriato in Albania alcuni anni fa.

Assistita dall'avvocato Andrea Aprile, la famiglia (di cui omettiamo le generalità per ragioni di tutela) ha riferito alle autorità tutta una serie di angherie subite nel corso degli ultimi mesi. «Perfino il vescovo Ivo Muser, ascoltata la nostra storia, ci ha detto che si interesserà del caso», dice il padre. Le ultime due denunce risalgono allo scorso 26 agosto e, messe insieme, delineano gli avvenimenti del giorno precedente.