HomePratoCronacaParco centrale, la sfida. Le idee dei protagonisti del primo (e unico) vero percorso partecipativoCosimo Balestri: "Servono qualità progettuale, alberi, ascolto della città. E poi cura, programmazione e presenza. Ecco come lo immagino". .Cosimo Balestri: "Servono qualità progettuale, alberi, ascolto della città. E poi cura, programmazione e presenza. Ecco come lo immagino". .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl progetto del parco nell’area dell’ex ospedale Misericordia e Dolce rappresenta per Prato un’occasione eccezionale. Capita raramente che una città possa ripensare un lotto di oltre tre ettari all’interno delle proprie mura, con l’obiettivo di creare un nuovo spazio pubblico. La posta in gioco del progetto investe il futuro dell’identità cittadina e coinvolge la ridefinizione delle modalità di accesso e attraversamento del centro storico, le sue stesse modalità di sviluppo.
Negli ultimi sessant’anni, la funzione ospedaliera, l’imponente struttura del complesso e la gestione dell’area che ne è derivata hanno prodotto una significativa cesura tra fuori e dentro le mura. Oggi, il compito dell’architettura e del progetto di paesaggio è quello di trasformare quel vuoto in uno spazio capace di accogliere una nuova vita collettiva. Per questo, da architetto, ritengo fondamentale che il progetto del parco riesca innanzitutto a ricucire parti della città rimaste a lungo separate.






