HomePratoCronacaParco Centrale: la sfida. In dodici anni ritardi ostacoli, cambi di rotta. Un dibattito necessarioPriorità per Biffoni, che si è tenuto la delega. Ecco la storia di un progetto ancora da chiarire, su cui è importante il confronto. La Nazione lo ospiterà.Lo spazio vuoto al posto del vecchio ospedale: ancora non è chiaro come diventeràRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciParco centrale, la sfida decisiva per la città. Dopo anni di ritardi, di progetti rivisti, di ostacoli burocratici, il cantiere è ancora al grado zero. Il lato positivo è che dopo 12 anni le cose sono cambiate, a cominciare dal clima, come ben sappiamo in questa torrida estate, ed è ancora possibile aggiustare il tiro, immaginare la soluzione migliore. Non è un caso che il sindaco Biffoni abbia tenuto in prima persona la delega alla programmazione e al coordinamento del progetto. "E’ un’opera che trasformerà l’area dell’ex ospedale in un grande parco urbano all’interno delle mura antiche: un polmone verde e al tempo stesso una connessione al campus universitario e una porta di ingresso al centro storico", ha scritto nel suo programma elettorale.
Dopo il corteggio, come da tradizione tanto più nelle estati successive al voto, inizierà il tempo delle scelte su tanti dettagli e dovrebbe cominciare anche quello dei fatti. Vale così la pena riepilogare la situazione e aprire uno spazio di dibattito anche attraverso il nostro giornale, nell’auspicio che una costruttiva partecipazione della città possa essere d’aiuto. Intorno ai 39mila metri quadri dell’ex Misericordia e Dolce si gioca una partita cruciale per Prato, per il suo rilancio, la sua vivibilità, il suo futuro. Dalla prossima settimana la Nazione ospiterà i contributi di riflessione dei lettori, nella speranza siano di stimolo a chi ha la responsabilità di decidere, di non sbagliare.






