HomePratoCronacaNon solo Parco centrale: "Servono risposte urgenti anche su clima e consumo di suolo"Coveri: "Da Biffoni la città attende chiarezza sul futuro dell’area ex Med. Ma è tutta l’urbanistica (e non solo) cruciale. Risorse e obiettivi . per la mitigazione climatica diventino centrali nei piani e nei bilanci" .Il «cratere» del vecchio ospedale e l’ambientalista Andrea CoveriRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIn questa estate terribile, che ancora non finisce, occorre guardare oltre il giardino (era il titolo di un celebre film). E ricordare che fuori dal Parco Centrale c’è e resterà comunque una città con tutte le sue fragilità ambientali e una crescente crisi di vivibilità climatica. C’è la città di chi non può permettersi l’agio e il comfort del condizionatore a casa o al lavoro e neppure una vacanza, di chi ha bisogno di servizi e ha la necessità di muoversi pur non avendo a disposizione mezzi con aria condizionata. Resterà fuori dal parco la spietatezza - sotto ogni punto di vista, anche climatico e ambientale - dei macrolotti industriali, dove si lavora e si vive talvolta anche dopo il lavoro, in condizioni troppo spesso intollerabili.
Detto questo, il dibattito sul Parco Centrale di Prato andava aperto. Per cercare di diradare la nebbia di dichiarazioni e propositi, narrazioni più o meno mistificanti, nelle quali l’opera pubblica aveva finito per trovarsi avvolta. Sulle pagine de La Nazione è stato chiamato in causa il sindaco Matteo Biffoni, promotore in altri tempi del progetto e tutt’oggi garante della sua fattibilità e realizzazione. Il paesaggista francese Michael Desvigne, autore del progetto adottato nel 2016 e revisionato nel 2024 dall’amministrazione comunale, intervistato dall’architetto Renna ha espresso le sue considerazioni. E’ intervenuto anche l’architetto Cosimo Balestri che del Parco si è interessato per lungo tempo e in diversi momenti e circostanze. C’è stato poi chi ha puntigliosamente chiosato le relazioni dei progetti di Desvigne, facendo notare che in queste si parlasse poco di alberi e clima e troppo di un ristorante nel parco. E chi come Franco Aspite ha ricordato le ottime ragioni di chi richiedeva e richiede la partecipazione pubblica al dibattito.








