di Laura ValdesiSIENAImparano come tendere la mano a chi ha una ferita profonda e non sa neppure come confessarla. A chi ha subito schiaffi e umiliazioni, si è sentita trattata come un essere inferiore. Ha imparato cosa vuol dire la paura di essere seguita e controllata. A volte violentata. Sono donne che, volontariamente, aiutano altre donne ad uscire dal tunnel rimettendosi in carreggiata. Ci riescono dopo essere state formate perché la mano tesa comporta impegno ed energie, fisiche ed emotive.

Inizia il 19 settembre, e proseguirà fino al 14 novembre, il corso di preparazione gratuito per diventare operatrici volontarie di primo livello del Centro antiviolenza di ’Donna chiama Donna’. "Aumentano i numeri di maltrattamenti e violenze? Di chi subisce revenge porn? Di sicuro più persone si rivolgono al nostro Centro. Non ritengo che aumenti la violenza, difficile dedurlo se solo si considera che, anche quando si parla con le donne del tema va considerato che questa va avanti da anni. Semmai è accresciuta la capacità di ’leggerla’. Di riconoscerla", sottolinea l’avvocato Claudia Bini che per l’Associazione segue tanti casi delicati in tribunale. E che ritiene rivoluzionario "riuscire a contrastare la violenza sulle donne perché serve a combattere ogni tipo di violenza che si verifica giorno dopo giorno, in qualsiasi settore".