Durante l’estate crescono le richieste di aiuto delle donne vittime di violenza. A Fanpage.it parla Camilla, operatrice dello sportello di Fondazione Pangea: “Chiudono scuole e servizi, aumentano le situazioni di isolamento e controllo. Noi però ci siamo”.
Immagine di repertorio.
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C'è chi attende l‘estate con trepidazione per staccare dal lavoro e per vivere momenti sereni con i propri cari. Ma per le donne che vivono una condizione di violenza, al contrario, il periodo delle ferie può trasformarsi in un vero e proprio incubo. Durante i mesi estivi, infatti, si registra un aumento significativo delle richieste di aiuto legate a casi di violenza domestica, situazioni aggravate dall'aumento delle ore trascorse in casa e dalla sospensione delle attività quotidiane.
"D'estate si verifica per le donne un maggiore isolamento che chiaramente aumenta l'incidenza della violenza. Con la chiusura delle scuole i bambini stanno a casa e si verificano con più frequenza le aggressioni da parte di un maltrattante e le situazioni di violenza assistita per i minori", ci spiega Camilla, operatrice dello sportello antiviolenza di Fondazione Pangea. Lo sportello di Fondazione Pangea accoglie le donne in presenza e risponde a richieste di supporto online. Le operatrici lavorano anche per l'accoglienza in casa rifugio e in casa d'emergenza. Un lavoro delicato che contempla la valutazione del rischio, ma anche il supporto e la rielaborazione del vissuto violento E, nei casi più gravi, la messa in protezione.







