"Scenderemo in piazza per chiedere una moratoria immediata su tutti i progetti di data center e l’avvio di una Valutazione ambientale strategica capace di considerare gli effetti cumulativi prodotti sul territorio dalla loro concentrazione: tre progetti nella sola città di Rho e circa dieci complessivamente nel Rhodense". L’annuncio arriva all’indomani dell’assemblea promossa dal centro sociale Sos Fornace di Rho. Un’assemblea molto partecipata nel corso della quale è emersa la volontà di tutti di mobilitarsi contro la proliferazione dei data center.

All’insegna dello slogan, "data center, fermarli è possibile" , sabato 3 ottobre si terrà la prima manifestazione di protesta, "attraverseremo le strade e le piazze della nostra città per difendere le comunità locali dalle conseguenze ambientali e dalla miseria sociale che gli interessi delle Big Tech rischiano di scaricare sul nostro territorio - spiegano gli organizzatori - Vogliamo decidere in prima persona quale città costruire. Vogliamo una città a misura delle persone che la abitano, non un territorio svenduto agli interessi economici delle grandi aziende tecnologiche". In questo momento in città ci sono i progetti per la realizzazione dei data center di Amazon Web service in via Buonarroti, nell’area industriale dismessa ex Cam Petroli, tra Rho e Pero e quello nell’area ex Nilit–Radici di via Moscova. "Vogliamo fermare i progetti previsti a Rho con un obiettivo più ampio e chiaro: fermarli tutti. Il successo della mobilitazione nel nostro territorio può e deve diventare un punto di riferimento e dare slancio alle manifestazioni e alle resistenze in tutte le altre città coinvolte. Dimostrare che anche qui è possibile bloccare i colossi del digitale significa aprire la strada e dare forza a tutte le lotte territoriali".