Libertà di coscienza
Mario Alberto Marchi
Powered by
«Libertà di coscienza». È la formula con cui la politica italiana si assolve da decenni ogni volta che un tema le scava dentro: il fine vita, il corpo, la libertà di decidere di sé. L’ex governatore del veneto Luca Zaia l’ha detta meglio di tutti, definendo questi terreni una «no fly zone». È una formula nobile, e spesso sacrosanta. Ma esiste un punto oltre il quale il confine fra la libertà di coscienza e l’assenza di una sintesi di pensiero si assottiglia fino a sparire, e dietro quella frase non ci si può più riparare. Il voto veneto sul fine vita dice che quel punto è stato oltrepassato.
Mentre a Bari il centrodestra celebra il governo più longevo della storia repubblicana, da Venezia e da Milano arriva un segnale che può essere archiviato come marginale, ma riguarda invece la sostanza.











