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L'Iran è diventato più fiducioso nelle proprie capacità e "sembra determinato a proseguire il conflitto per mesi, con l'obiettivo di frustrare gli Stati Uniti", anche in vista delle elezioni di metà mandato a novembre. Lo scrive il New York Times, citando funzionari a conoscenza di rapporti dell'intelligence Usa redatti nelle ultime settimane. Anche se la ripresa dei combattimenti sembra limitata, la dinamica degli attacchi iraniani sembra suggerire che il governo di Teheran stia considerando un'escalation significativa, rileva la testata. Questo nuovo irrigidimento delle autorità iraniane sembra trovare fondamento nell'aumento della conoscenza dei propri punti di forza militari e della capacità di attaccare obiettivi in Medio Oriente, oltre che della scarsità di munizioni Usa e della leva creata dalle conseguenze economiche degli attacchi nello Stretto di Hormuz. A ciò si aggiunge il calcolo relativo alle elezioni di metà mandato negli Usa, che si terranno a novembre, nella speranza che i costi più alti della benzina infliggano costi politici più alti al presidente Donald Trump e ne riducano lo spazio di manovra dopo quella data. Di conseguenza, stando alle fonti del Nyt, i rapporti indicano che sarà difficile raggiungere qualsiasi sorta di accordo per porre pienamente fine alla guerra.







