Vannacci ospite al Forum Ambrosetti divide e fa discutere Santarsiero: «Non basta il consenso per legittimare». Il caso della partecipazione del generale riaccende il confronto.
Merita una riflessione ed un sincero apprezzamento l’articolo, pubblicato ieri, 4 settembre 2026, sul Quotidiano, di Fabrizio Coscia in ordine alla presenza di Vannacci a Cernobbio. Coscia evidenzia tutti i limiti di una democrazia che arretra pericolosamente allorquando, debole nel difendere i suoi valori e le sue radici più profonde, finisce con il cedere al populismo più becero e pericoloso confondendo, come nel caso di Vannacci ospite al Forum Ambrosetti, il diritto alla parola e alla libertà di espressione con la legittimazione e consacrazione di un interlocutore, espressione di un pensiero alternativo ad ogni principio democratico, presentato in pompa magna come soggetto da ascoltare e con cui confrontarsi.
Non è un caso che sulla stampa un articolo su due in riferimento a tale appuntamento parla di Vannacci. Vi è nell’articolo di Coscia un aspetto particolarmente significativo, e che non deve sfuggirci, allorquando si richiama, accanto al ruolo e alla autorevolezza che spetta alle Istituzioni nel difendere la democrazia, il ruolo che ugualmente spetta alla società civile di “essere sicura dei propri fondamenti e capace di riconoscere un terreno comune su principi basilari” da non far mai mettere in discussione.











