Firenze, 5 settembre 2026 – Un’amicizia nata quasi per caso, tra gli allenamenti in palestra, e diventata con il tempo una presenza importante, fatta di confidenze, cene insieme, viaggi sognati e racconti di vita quotidiana. Poi, un giorno, quella confidenza sussurrata con paura, quasi a chiedere aiuto senza riuscire davvero a chiederlo: “Federico mi minaccia, ho paura. Ma per favore tienilo per te, se venisse a sapere che ti ho detto questa cosa potrebbe farmi del male”. La scientifica sul luogo dove Lorena è stata uccisa (Foto Germogli)

A ricordare Lorena è oggi una delle persone che le sono state più vicine, e che porta con sé il rimpianto di non essere riuscita a fare abbastanza. Aveva cercato di convincerla a rivolgersi alle forze dell’ordine, a raccontare ciò che stava subendo da ormai un mese. Ma Lorena esitava, aggrappata alla speranza che tutto potesse finire senza conseguenze: “Se ha superato lo choc per la fine della sua storia precedente, supererà anche la fine della nostra relazione. Preferisco aspettare”.

Perché hai definito Federico Vella Dr. Jekyll e Mr. Hyde?

“Perché all’inizio della relazione tra Federico e Lorena andava tutto bene. Condividevano molte passioni: viaggi, fotografia, palestra. Lei era uscita da una relazione complicata, e conoscere lui le aveva ridato voglia di vivere. Erano molto innamorati”.