La tragedia familiare costata la vita a Francesco Mongardi riporta al centro del dibattito politico il tema dell’assistenza agli anziani fragili e del sostegno ai nuclei che si fanno carico, da soli e spesso tra mille difficoltà, di persone non autosufficienti. A sollevare interrogativi sulla rete dei servizi sono, con due iniziative distinte ma convergenti, la capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Marta Evangelisti, e il consigliere comunale Simone Carapia.

Evangelisti ha chiesto di fare chiarezza sul funzionamento della rete di protezione sociale, alla luce del dramma avvenuto il primo settembre in Pedagna quando il 78enne Mongardi, da tempo costretto a letto a causa di gravi patologie, è stato accoltellato mortalmente dalla moglie affetta da demenza senile. La coppia di via Bellini era ben seguita grazie all’impegno del figlio Massimiliano, che aveva allestito nell’appartamento dei genitori, "una casa a misura di anziano" e che li faceva assistere, ogni giorno, da una badante. Ma senza fare polemica, lo stesso Massimiliano ha spiegato che, dopo l’ictus accorso al papà, "ho capito che me la sarei dovuta cavare da solo, facendo conto solo su me stesso e le mie possibilità".

Per la consigliera regionale, il caso "accende drammaticamente i riflettori sulla condizione di isolamento, logoramento e fragilità psicologica che investe i nuclei familiari, in particolare quelli composti da anziani, che si trovano a dover gestire autonomamente o con supporti minimi patologie fortemente invalidanti". Una situazione nella quale, sottolinea Evangelisti, la cura di malati cronici e allettati "non può ricadere esclusivamente sulle spalle dei familiari", i cosiddetti caregiver, "pena l’insorgere di situazioni di esasperazione e disperazione sociale".