TREVISO Un’altra aggressione al personale sanitario del Ca’ Foncello a distanza di appena tre giorni dalla precedente: ieri mattina, un medico e un infermiere del reparto di psichiatria sono stati aggrediti da un 28enne. Ad avere la peggio, il secondo che ha ricevuto un pugno al volto. Immediato l’allarme lanciato alla polizia, che non appena giunta sul posto ha fermato e arrestato il giovane. L’operatore è stato soccorso dal personale sanitario del pronto soccorso con una prognosi di cinque giorni per le ferite riportate.

In reparto L’episodio di violenza è accaduto nella tarda mattinata di ieri nel reparto in cui il 28enne si trova ricoverato. Il personale non è la prima volta che si trova davanti alle sue intemperanze, anzi. «Malgrado tutti gli interventi in atto finalizzati a ridurre i fattori di rischio e a prevenire incidenti - specifica in una nota l’Usl - un paziente, affetto da problemi psichici gravi e complessi, ricoverato da diverse settimane presso il reparto psichiatrico di Treviso, ha assunto nuovamente, nonostante tutti gli interventi farmacologici e assistenziali del caso, condotte dapprima offensive e provocatorie contro i sanitari, poi anche fisicamente aggressive». Il giovane era già noto per essersi reso protagonista di altri episodi violenti, ma mai era arrivato a questo punto. Nel caso specifico di ieri, si è scagliato contro un medico e un infermiere. Quest’ultimo poi colpito al volto, cadendo a terra. Per questo motivo, sono scattate le procedure di sicurezza in situazioni come questa: l’operatore ferito è stato allontanato ed è subito stato lanciato l’allarme alle forze dell’ordine. Che una volta giunte sul posto, hanno fermato il giovane e segnalato di nuovo in Procura.L’altro caso Un’altra aggressione nei confronti dei sanitari a distanza di appena tre giorni dalla precedente, quando un infermiere 43enne era stato malmenato da un 45enne in pronto soccorso, mentre chiedeva informazioni su dove fosse la compagna 50enne che aveva raggiunto l’ospedale poco prima per presunte lesioni che il compagno le aveva procurato. Anche in quel caso, era intervenuta la polizia di Stato che aveva arrestato l’uomo in flagranza di reato per lesioni al persona sanitario. «Chiedo scusa all’infermiere, ma non ho picchiato la mia compagna, si è fatta male a una festa: è caduta». Così il 45enne si era difeso spiegando l’accaduto: l’uomo pretendeva informazioni sulle condizioni della donna, per la quale, viste le lesioni riscontrate, era stato applicato il Codice Rosa, quello che si attiva in caso di sospetta violenza di genere. La donna era infatti stata messa in un’area sicura dell’ospedale, come da prassi. Poi era avvenuto lo scontro fisico con l’infermiere del triage. In quel caso, il 45enne era finito ai domiciliari e dopo l’udienza di convalida il giudice aveva sostituito la misura con l’obbligo di firma. Mentre al Ca’ Foncello si discute il potenziamento della presenza di forze dell’ordine per garantire maggiore sicurezza a chi lavora all’interno.