San Donato Milanese (Milano), 5 settembre 2026 – Da un lato c’è la storia di Federico Barakat, il piccolo di 8 anni che il 25 febbraio 2009 è stato ucciso dal padre, poi suicida, con un colpo di pistola e 24 coltellate durante un colloquio nella sede dei servizi sociali di San Donato. Dall’altro lato c’è un’analisi sistematica del fenomeno dei figlicidi, con numeri, comparazioni e approfondimenti criminologici.

Si può trovare in tutte le librerie, ed è disponibile anche on-line, “Mostri a piede libero”, il libro di Antonella Penati, mamma del piccolo Barakat e fondatrice dell’Associazione “Federico nel cuore”, che da anni si batte per cercare di assicurare maggiori tutele ai figli di “genitori maltrattanti”, ed evitare così tragedie annunciate. Il volume è arricchito dalla prefazione del giornalista Riccardo Iacona e il 22 settembre verrà presentato nella sala “Caduti di Nassirya”, a Palazzo Madama.

Antonella Penati, da dove prende le mosse il libro?

“Dalla storia del mio bambino. L’unico in Italia e nell’intero Occidente ad essere stato ucciso in un contesto “protetto”, mentre era affidato allo Stato. Un crimine per il quale nessuno ha mai pagato. A seguire, una sezione dove si approfondisce il fenomeno dei figlicidi. Ho attinto anche alla mia tesi di laurea in Sociologia, dal titolo “Il figlicidio paterno. La prevalenza maschile nei crimini familiari”.