HomeLa SpeziaCronacaBolkestein, stop proroghe. Il Consiglio di Stato ribadisce: gare entro settembre 2027La decisione presa nel rispetto dei principi di concorrenza stabiliti dall’Ue. Una vicenda che si trascina da oltre 16 anni. Le tempistiche per i ComuniNessuna proroga per l’assegnazione delle spiagge (foto d’archivio)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa Spezia, 5 settembre 2026 – Niente nuove proroghe, né indennizzi automatici o diritti acquisiti per i concessionari uscenti. Il Consiglio di Stato ribadisce che le concessioni balneari dovranno essere riassegnate tramite gare pubbliche entro il 30 settembre 2027 nel rispetto dei principi di concorrenza richiesti dall’Unione Europea. La decisione suona come un ultimo avvertimento a Comuni e amministrazioni che hanno continuato a rinviare l’applicazione della Bolkestein.
Il termine del 30 settembre 2027
I giudici chiariscono che il termine del 30 settembre 2027 non è una nuova proroga concessa agli attuali titolari degli stabilimenti, ma il limite massimo entro cui completare la riassegnazione delle concessioni attraverso procedure pubbliche. Il tempo residuo serve a organizzare le gare, non a evitarle.
Cosa succederà
La questione si trascina da oltre 16 anni. Governi di diverso colore politico hanno spostato in avanti le scadenze, alimentando uno stallo che ha portato l’Italia sotto la lente di Bruxelles e della magistratura amministrativa. Il Consiglio di Stato ribadisce ora che quel percorso è terminato. Le concessioni possono restare efficaci fino al 30 settembre 2027, con un’eventuale estensione al 31 marzo 2028 solo in casi eccezionali e motivati, ma questo non autorizza le amministrazioni a rinviare ancora le procedure competitive. La sentenza indica anche una tempistica precisa. I Comuni devono pubblicare i bandi con almeno 6 mesi di anticipo rispetto alla scadenza delle concessioni (quindi entro il 30 marzo prossimo) e, nella fase di prima applicazione, dovranno comunque attivarsi entro il 30 giugno. Se gli enti locali dovessero rimanere inerti, i soggetti interessati potranno ricorrere al giudice amministrativo, che potrà arrivare fino alla nomina di un commissario per sostituire l’amministrazione. Il messaggio è chiaro: le gare non rappresentano più una facoltà politica ma un obbligo giuridico.








