Gli esperti: "Nei piccoli preoccupazione per separarsi da papà e mamma, nei più grandi per i risultati, particolare attenzione nella transizione scolastica"
La prima campanella suonerà lunedì a Bolzano e poi, a seguire in altre regioni d'Italia: si torna a scuola e può arrivare il 'back to school blues', quella malinconia da rientro che può trasformarsi in alcuni casi in ansia. Secondo Chiara Cattaneo, del Centro nazionale per la prevenzione delle Malattie e la promozione della salute e Vittorio Palermo, del dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell'Istituto superiore di sanità, si tratta di “una fase di adattamento che è possibile superare con alcune strategie mirate”, riporta il sito dell’Istituto superiore di sanità.
“Nei bambini più piccoli può manifestarsi con la difficoltà a separarsi dalle figure di riferimento, mentre man mano che si va avanti sono le performance scolastiche a generare maggiore preoccupazione. Per arrivare alla fase adolescenziale e preadolescenziale nella quale le relazioni con i coetanei assumono un valore centrale e la paura dell’esclusione dal gruppo sociale a generare stress - spiegano gli esperti - Particolare attenzione meritano i momenti di transizione scolastica, nei quali la ridefinizione dei gruppi e delle amicizie può generare incertezza anche in studenti normalmente ben adattati. Alcuni bambini chiedono continuamente rassicurazioni, altri mostrano irritabilità, maggiore sensibilità emotiva o difficoltà a concentrarsi”. Non sono infrequenti nemmeno i sintomi fisici. “Mal di pancia, nausea, cefalea, stanchezza, disturbi del sonno o riduzione dell'appetito rappresentano modalità comuni attraverso cui il disagio psicologico può esprimersi. In altri casi possono emergere evitamento delle attività scolastiche, riluttanza a uscire di casa o resistenza ad affrontare situazioni percepite come difficili”.










