NVIDIA prende tutto. Dopo aver disseminato milioni di GPU in tutti i datacenter AI nel mondo, ora vuole prendersi anche le case e i piccoli uffici: con RTX Spark si apre una finestra sul futuro del computing su Windows. Un futuro dove l'IA locale non potrà non essere protagonista.
di
Roberto Pezzali
Cinque laptop, uno di fianco all'altro. Sono alimentati a batteria e sulla scocca c'è il logo NVIDIA RTX. Non siamo soliti trovare laptop NVIDIA con l'alimentatore scollegato - una RTX per laptop della famiglia Blackwell ha consumi che non sono proprio indifferenti - ma su questi notebook stanno girando rispettivamente: Unreal Engine, Doom, Premiere, un modello LLM che probabilmente non girerebbe su nessun altro laptop Windows esistente oggi sul mercato e Photoshop. Ci fermiamo davanti a Photoshop perché vediamo aperti alcuni bozzetti e la finestra di OpenClaw: proviamo a chiedere una modifica, il chatbot entra in modalità "ragionamento" e in pochi secondi i bozzetti vengono rivisti esattamente come abbiamo chiesto.
Quello che abbiamo visto è, secondo NVIDIA, l'evoluzione del modo di lavorare di milioni di creativi e professionisti nei prossimi anni. Se oggi gli sviluppatori lasciano già che siano Claude Code o Cursor a utilizzare al posto loro l'ambiente di sviluppo o il browser, a partire da fine ottobre, quando i primi laptop RTX Spark arriveranno sul mercato, un designer potrà contare su un agente AI che lo aiuta mentre usa Photoshop e un editor potrà chiedere a un agente di selezionare le clip in background mentre lui fa il montaggio. Il prompt diventerà la nuova interfaccia e sarà l'inizio di una rivoluzione che secondo NVIDIA ruoterà attorno all'IA locale. Non quella dei PC Copilot+ e delle NPU da 40 TOPS, quello è un vicolo cieco, ma un'IA locale capace di far girare modelli con prestazioni simili a quelli di frontiera, con latenze minime e con agenti capaci di orchestrarli e di chiamare gli strumenti e i software che servono.









