ASUS ha alzato il sipario a Berlino sui nuovi ProArt P16, ProArt P14 e sul mini PC ProArt GR1X, i primi PC Windows costruiti attorno alla superchip NVIDIA RTX Spark. Questa componente unisce una GPU Blackwell con 6.144 core CUDA a una CPU Grace fino a 20 core, collegate tramite l'interconnessione chip-to-chip NVLink-C2C e affiancate da Tensor Core di quinta generazione con precisione FP4. Il risultato � fino a 1 petaflop di calcolo AI e una memoria unificata ad alta larghezza di banda fino a 128GB, sufficiente secondo ASUS per eseguire in locale modelli linguistici fino a 120 miliardi di parametri, gestire scene 3D da oltre 90GB e generare video via IA in 4K.
Il senso dell'operazione � spostare parte del carico AI dal cloud al dispositivo. ASUS elenca tre vantaggi concreti. Il primo � economico: la potenza locale trasforma un costo variabile a consumo (i token del cloud) in una capacit� fissa e prevedibile, riservando i servizi remoti solo ai carichi di punta o ai modelli pi� pesanti. Il secondo riguarda la privacy: prompt, file e asset creativi restano sul dispositivo, e i modelli continuano a funzionare anche offline. Il terzo � la personalizzazione, con la possibilit� di adattare i modelli a compiti specifici tramite prompt o fine-tuning, costruendo un flusso di lavoro su misura invece di affidarsi a un modello generico.







