Sarebbe stato scoperto mentre cercava di commettere un furto all’interno degli uffici della direzione. In fuga, raggiunti i locali dell’infermeria, ha impugnato un bisturi col quale si è provocato delle profonde ferite per le quali è stato trasferito in ospedale.
Teatro dell’ennesimo episodio di sangue, questa mattina, è stato il centro di accoglienza di migranti di Monastir. Il protagonista, stando a quanto si apprende, è un ospite nordafricano: non è chiaro, anche se al momento pare escluso, se nei suoi confronti debbano essere assunti provvedimenti restrittivi.
Intanto non si abbassa il livello di attenzione sulla struttura, ora suddivisa tra centro di accoglienza straordinaria e Hotspot.
«Quanto accaduto questa mattina», dichiara Flavio Tuzi, segretario generale nazionale di Anip Italia Sicura, sindacato della polizia di Stato, «è un fatto grave che evidenzia ancora una volta la necessità di elevare i livelli di sicurezza all’interno della struttura. Va riconosciuto il costante impegno di tutti coloro che operano quotidianamente nel Centro. Proprio per questo è necessario intervenire sulle criticità strutturali e ambientali che possono esporre gli operatori a rischi evitabili».
Il rischio, sottolinea Tuzi, «non riguarda soltanto il singolo episodio. Una situazione improvvisa può coinvolgere gli operatori di polizia, le altre forze dell’ordine, il personale sanitario e assistenziale e gli stessi ospiti della struttura. È fondamentale intervenire prima che un episodio grave possa trasformarsi in una tragedia irreparabile».






