Un intestino artificiale capace di “muoversi” come quello umano apre nuove possibilità per studiare malattie e farmaci senza dover ricorrere alla sperimentazione animale: la svolta arriva dagli scienziati dell'Università di Pisa
@UNIPI
Un modello di intestino umano capace non soltanto di ospitare cellule vive, ma anche di riprodurre il movimento ritmico dell’organo reale. È questa la novità sviluppata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa insieme al Brigham and Women’s Hospital e alla Harvard Medical School di Boston: un bioreattore che imita la peristalsi intestinale e le sollecitazioni meccaniche a cui le cellule sono sottoposte quotidianamente nel corpo umano.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Results in Engineering, apre prospettive importanti non solo per la ricerca sulle malattie intestinali e per lo sviluppo di nuovi farmaci, ma anche per un obiettivo sempre più centrale nella scienza contemporanea: ridurre progressivamente il ricorso all’utilizzo di animali nella sperimentazione.
Il dispositivo è stato realizzato dal gruppo di biofabbricazione coordinato dal professor Giovanni Vozzi, del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e del Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa, in collaborazione con il professor Yu Shrike Zhang del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School.






