Immaginate di avere su un vetrino un pezzetto di intestino, di polmone o di cuore in miniatura. Non un modellino di plastica, ma un tessuto vivo, fatto di cellule umane che si organizzano da sole, crescono in 3D e si comportano in modo sorprendentemente simile all’organo vero. Sono gli organoidi, piccoli «laboratori tascabili» che aiutano i ricercatori a capire le malattie e i medici a scegliere cure più adatte ai pazienti. Grazie all’evoluzione delle tecniche di manipolazione delle cellule staminali (come le cellule staminali pluripotenti indotte - iPSC) e all’introduzione di nuove tecnologie (come la stampa 3D), oggi la ricerca ha a disposizione diversi modelli di organi umani: tra cui fegato, intestino, stomaco, reni, pancreas, cuore, tiroide, retina, ghiandole mammarie, ovaio e, infine, cervello.
Organoidi: cosa sono, a cosa servono e perché sono sempre più utilizzati
Nell’ultimo decennio lo sviluppo di questi organi in miniatura ha allargato gli orizzonti, sia nella ricerca di base sia nella comprensione e nella cura di diverse patologie. Oggi sono disponibili diversi modelli tra cui cervello, fegato, intestino, stomaco, reni, pancreas, cuore, tiroide, retina








