Immaginate di poter osservare come si sviluppa una malattia in un minuscolo polmone che cresce in laboratorio. Di poterla fermare prima che causi danni, di testare un farmaco su misura, di anticipare la risposta di un piccolo paziente senza toccarlo. Non è fantascienza: è la realtà della ricerca sugli organoidi, una delle innovazioni più promettenti della medicina di oggi. E per molti bambini malati, potrebbe significare una speranza concreta in più.

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DI IRMA D'ARIA

Cosa sono gli organoidi

Ma cosa sono esattamente gli organoidi? “Sono microstrutture tridimensionali generate da cellule staminali che, coltivate in laboratorio, riescono a imitare la forma e la funzione di organi reali. Si tratta di modelli biologici sofisticati, capaci di replicare lo sviluppo degli organi, simulare malattie e testare l’efficacia dei farmaci”, spiega Eugenio Baraldi, Direttore Scientifico Istituto Ricerca Pediatrica “Città della Speranza” Padova e Direttore Dipartimento Salute Donna e Bambino, Azienda Ospedale e Università di Padova. Il loro vantaggio principale? Sono costruiti a partire da cellule umane, spesso dello stesso paziente, rendendoli molto più fedeli alla realtà rispetto ai modelli animali tradizionali. Negli ultimi dieci anni, la ricerca in questo campo è esplosa: oltre 5.000 pubblicazioni scientifiche sugli organoidi sono apparse su PubMed, e la FDA americana ha già riconosciuto queste tecnologie come alternative valide alla sperimentazione animale. Anche l’Unione Europea incoraggia l’impiego di questi modelli avanzati.