Il battaglione d’assalto di velivoli senza pilota inserito nella 173esima Brigata aviotrasportata americana era nato con un compito preciso: studiare e apprendere le tattiche utilizzate dall’Ucraina per opporsi all’invasione russa. Iniziato con l’avanzata delle truppe di Mosca nel febbraio 2022, il conflitto negli ultimi mesi ha visto crescere le competenze dell’esercito di Kiev nella guerra combattuta con i droni. Ma i 600 soldati americani sono rimasti con un palmo di naso quando hanno saputo che il battaglione, a meno di un anno dalla sua creazione, sarebbe stato dismesso. Dubbi sono stati avanzati dal mondo politico, tanto che legislatori bipartisan l’1 settembre hanno inviato una lettera a Dan Driscoll segretario dell’Esercito – lo stesso Driscoll due giorni fa si è dimesso – e al generale Christoper La Neve, capo di Stato Maggiore ad interim, chiedendo una riunione da tenersi non oltre il 21 settembre 2026.

Nella missiva, firmata dai senatori Angus S. King Junior (democratico), Thom Tillis (repubblicano), Jeanne Shaheen (dem) e dal membro del Congresso Michael R. Turner (repubblicano), sono state evidenziate una serie di tematiche: “Siamo profondamente preoccupati – scrivono i legislatori – che l’eliminazione di questa unità specializzata di droni possa limitare la nostra capacità di apprendere dagli alleati, in particolare dalle Forze Armate ucraine, e ostacolare i nostri sforzi per modernizzare la guerra con i droni alla velocità necessaria per competere sul moderno campo di battaglia. Questa unità specializzata rappresentava una risposta prudente in un momento in cui la natura della guerra sta cambiando più rapidamente della capacità di adattamento di una formazione convenzionale. Sia la guerra tra Ucraina e Russia che il conflitto in corso in Iran hanno dimostrato la nostra necessità di apportare miglioramenti significativi nella guerra con i droni, lezioni apprese dai nostri alleati ucraini che hanno dimostrato la loro capacità di innovare e competere in questo settore”.