Mentre il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ribadisce al mondo che “El Niño sta assumendo proporzioni gigantesche”, “persisterà fino a febbraio” e il pianeta si trova “in una zona di pericolo del clima estremo” e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) scrive nell’ultimo rapporto che il riscaldamento globale supererà nel giro di pochi anni gli 1,5 gradi, il limite stabilito dall’Accordo di Parigi, l’Unione europea paga la sua lentezza. E dopo aver adottato la prima strategia sull’adattamento nel 2013 (senza considerare quelle generali sul clima, alcune delle quali ormai hanno trent’anni, ndr), oggi sembra ritrovarsi con il cerino in mano. Almeno per quanto riguarda le responsabilità europee e, soprattutto, gli effetti che il cambiamento climatico sta avendo su tutto il continente. La nuova strada è, o dovrebbe essere, quella del Quadro europeo integrato di resilienza climatica, un pacchetto di misure che la Commissione europea presenterà tra ottobre e novembre prossimi per inserire il nodo dell’adattamento al clima in tutte le politiche dell’Unione.
La proposta della Spagna
Proprio in vista di questo appuntamento, come anticipato da El Pais, Madrid ha inviato a Bruxelles una serie di proposte. Fra queste, una forza europea permanente di intervento rapido per reagire alle emergenze climatiche e “una flotta europea dedicata all’estinzione degli incendi” che hanno colpito questa estate buona parte dell’Unione europea, in particolare Germania, Francia e Spagna. Madrid chiede un sistema europeo “permanente” e “a rapido dispiegamento” con risorse condivise. La ministra per la Transizione ecologica, Sara Aagesen, nel documento inviato giovedì al commissario europeo del Clima, Wopke Hoekstra, incaricato della strategia di adattamento, propone un fondo europeo specifico per l’adattamento climatico, alimentato da nuove risorse. Tra le ipotesi, una tassa sui voli privati di lusso e un’imposta europea sui profitti del settore petrolifero e del gas. La proposta di tassare gli utili dei combustibili fossili è stata sostenuta in agosto da sei Paesi, tra cui Italia, Germania, Spagna, Austria, Polonia e Portogallo. Madrid chiede inoltre di valutare anche strumenti comuni di debito europeo.










