Ha chiamato il 112 dal bagagliaio del suo Suv mentre l’auto correva sull’autostrada. È da quella richiesta d’aiuto, captata e geolocalizzata dalla polizia, che prende forma la ricostruzione del femminicidio di Lorena Isceri, uccisa sull’A1 dopo un sequestro lampo partito da Rifredi.
Il telefono che squilla dal bagagliaio di un Suv, la corsa silenziosa lungo l’A1, la geolocalizzazione avviata dalla sala operativa, le telecamere incrociate una dopo l’altra. In quei minuti, secondo la ricostruzione degli investigatori, Lorena Isceri stava cercando di salvarsi mentre era già sequestrata. Quando gli agenti arrivano sul cavalcavia, però, il tempo si è quasi esaurito.
La donna, 46 anni, originaria di Lecce e residente a Firenze, è morta nel pomeriggio di ieri dopo essere stata, secondo l’ipotesi investigativa, aggredita dall’ex compagno Federico Vella, 36 anni, e trascinata in auto contro la propria volontà. L’epilogo si è consumato nel tratto appenninico dell’autostrada, in territorio di Barberino del Mugello, dove l’uomo l’avrebbe spinta dal cavalcavia per poi togliersi la vita all’arrivo della polizia. La Procura di Firenze ha disposto il trasferimento delle salme a Careggi per gli accertamenti autoptici e tossicologici.











