Quando la polizia riesce a intercettare la traiettoria di un’auto sull’A1, il tempo è già quasi finito. La donna che chiede aiuto è Lorena Isceri, 45 anni; l’uomo accanto a lei è l’ex compagno Federico Vella, 36 anni. Pochi minuti dopo, sul viadotto Lora a Barberino di Mugello, la fuga si trasforma in un delitto di una violenza estrema, seguito dal suicidio dell’aggressore.

La sequenza ricostruita finora dagli investigatori ha la freddezza di un piano e la violenza di un agguato. Lorena Isceri, 45 anni, dirigente d’azienda, sarebbe stata sorpresa dall’ex compagno Federico Vella, 36 anni, nella zona del garage della propria abitazione, immobilizzata e costretta nel bagagliaio dell’auto. Nella vettura, secondo quanto emerso, sono stati trovati fascette elettriche e nastro adesivo; tra gli elementi al vaglio c’è anche l’ipotesi che l’uomo abbia coperto con dello scotch le cellule fotoelettriche del garage per evitare la chiusura delle porte e avere più tempo per agire.

Il punto più drammatico di questa vicenda è che la donna sarebbe riuscita a chiedere aiuto mentre era ancora prigioniera. Diverse ricostruzioni giornalistiche riferiscono di una o più chiamate ai soccorsi e di un contatto con le forze dell’ordine durato diversi minuti, abbastanza da far capire il pericolo imminente ma non da consentire un intervento risolutivo prima dell’arrivo sul viadotto. È un passaggio decisivo, perché sposta il racconto dal gesto improvviso a una dinamica in cui il tempo dell’allarme c’è stato, ma non è bastato a salvare la vittima.