Per sapere se la contrattazione collettiva ha protetto i salari dall’inflazione bisogna confrontare i minimi di oggi con quelli precedenti allo shock, usando una base comune e distinguendo tra parametro contrattuale e costo della vita effettivo.
Chi ha recuperato l’inflazione e chi no
La contrattazione collettiva ha recuperato il potere d’acquisto perduto con lo shock inflazionistico? Per rispondere non basta osservare che gli aumenti dell’ultima tornata di rinnovi contrattuali hanno superato l’inflazione prevista nello stesso triennio. La domanda economicamente rilevante è un’altra: nel 2026 i minimi tabellari sono tornati, in termini reali, al livello precedente alla fiammata dell’inflazione?
Claudia Peiti e Cesare Vignocchi hanno mostrato su lavoce.info che, nei contratti rinnovati tempestivamente, gli aumenti concordati per il 2025-2027 recuperano buona parte della perdita maturata nella prima fase inflazionistica. È un risultato importante, ma condizionato: riguarda soprattutto industria, utilities e credito, comparti nei quali i rinnovi sono arrivati senza ritardi rilevanti o nei quali operano meccanismi di adeguamento più efficaci. Non dimostra che lo stesso sia accaduto per il lavoratore coperto dal Ccnl medio italiano.






