di

Enrico Marro

I dati dell’Istat nell’audizione sul documento del governo sulla manovra: il calo dell’inflazione ha determinato un aumento delle retribuzioni ma non fino a recuperare il potere di acquisto perso negli ultimi anni

«C’è un recupero progressivo delle retribuzioni, è cominciato e sta proseguendo, c’è stata un’inversione di tendenza ma siamo ancora a un gap del 9% rispetto a gennaio 2021, lo stiamo riducendo progressivamente, ma per i salari reali resta un gap di questa misura rispetto al 2021». Così il direttore del dipartimento delle statistiche economiche dell’Istat, Stefano Menghinello, in audizione in Parlamento sul Documento programmatico di finanza pubblica del governo.

Retribuzioni, ecco dove sono cresciuteNel 2024 le retribuzioni medie, di fatto, sono cresciute del 3,5% nell’industria in senso stretto, del 4,3% nelle costruzioni e del 2,8% nei servizi, mentre sono calate del 2% nel settore agricolo. Si tratta di andamenti, al netto dell’agricoltura, nettamente superiori all’inflazione, che l’anno scorso è stata dell’1,1%. Ma non sufficienti ad annullare il calo del potere d’acquisto accumulato negli ultimi anni quando i salari sono rimasti fortemente indietro rispetto al forte aumento dei prezzi al consumo. Tanto che, dice appunto l’Istat, i salari reali sono ancora 9 punti percentuali sotto quelli di inizio 2021.