La stagione del Ponsacco 1920 inizia come era finita quella precedente. Con i tifosi che prima hanno accolto l’allenatore Francesco Dadà con un pagliaccio al tergicristallo della macchina e con lo striscione "Dadà vattene via da qua". Ma il peggio è stato mercoledì al campo delle Melorie – dove il Ponsacco 1920 si allena – "quando una cinquantina di ultras mi ha insultato per mezzora durante l’allenamento e diffamato per un reato penale dal quale sono stato assolto", racconta l’allenatore. "Hanno rubato i palloni usciti dal campo – aggiunge Dadà – e hanno fatto invasione. Ci sono stati spintoni e offese. Sono intervenuti i carabinieri e la situazione sembrava calmatasi. Ma alla fine, mentre stavo andando alla macchina per accompagnare cinque ragazzi alla stazione, mi hanno nuovamente aggredito colpendosi al volto e a un ginocchio e a mi hanno strappato la maglia. I cinque, tutti di origine africana, si sono messi in mezzo e ce l’ho fatta a rifugiarmi dietro il bancone del bar. Questi non sono tifosi, questa è gente che va fermata. Ho denunciato tutto ai carabinieri". Ferma condanna da parte della società. "La società è consapevole della delusione della tifoseria e sta cercando di ripartire con un nuovo progetto – si legge in una nota del Ponsacco 1920 – Ma nessun malcontento o confronto può giustificare atti che minacciano la sicurezza e l’incolumità di calciatori, staff e tesserati. Lo sport è inclusione, passione e rispetto civile. Ribadiamo vicinanza alla squadra e all’allenatore Francesco Dadà. Massima collaborazione con le autorità". Il presidente Walter Buonfiglio ha contattato il sindaco Gabriele Gasperini e propone un incontro con gli esponenti della tifoseria in modo da poter chiarire la situazione. "La critica fa parte dello sport, la violenza no", le parole di Gasperini. "Importante che il Ponsacco 1920 abbia preso una posizione chiara – aggiunge l’assessore Alessadro Barachini – Come Comune siamo al fianco delle realtà sportive che lavorano ogni giorno con serietà".