"Questo posto è pazzesco, dovete assolutamente venire qui". Sui social è diventata una frase talmente ricorrente da poterla recitare a memoria. Chi decide oggi dove mangiare? Gli influencer alimentari, una versione aggiornata, innovativa dei critici gastronomici, che consigliano quale ristorante provare con dei video promozionali e con i loro giudizi più accurati. La promessa dei social era l'autenticità, ma i milioni di visualizzazioni e le collaborazioni proficue (solo alla'apparenza) hanno trasformato la qualità in un prodotto da vendere.
Un tempo era necessaria una buona recensione per riempire un ristorante. Oggi è sufficiente un video di pochi secondi con un'influencer che assaggia un prodotto e ne garantisce la qualità. Migliaia di persone sono attratte dal cibo mostrato e si recano in loco per provare: è proprio all'interno di quest'area che si è costruito il nuovo potere della ristorazione sui social. Ma cosa succede quando chi ha il potere di decretare il successo di un ristorante, ha anche interesse a non dire mai che la qualità di quel ristorante è mediocre?
Nei cinque anni successivi alla pandemia, il fenomeno dei food blogger ha subito un'impennata. Anzi, la crescita degli influencer gastronomici ha inizialmente colto di sorpresa tutti gli adetti alla ristorazione. La riapertura degli esercizi commerciali, soprattutto quelli sponsorizzati sui social, ha attirato l'attenzione di migliaia di persone, che hanno preso d'assalto i locali resi pià famosi da questi personaggi. L'influenza dei creator gastronomici però non si è limitata ai ristoranti, poiché ha trasformato, nel profondo, anche il mondo dei media e dei contenuti relativi all'informazione culinaria. La loro attività ha ridimensionato velocemente anche il ruolo dei critici tradizionali e delle testate giornalistiche specializzate.






