Il Nord produttivo prova a rimettere le politiche davanti alla politica proprio nei giorni in cui, dentro la Lega, torna centrale la domanda su che cosa il partito debba rappresentare. Il fronte nordista chiede il congresso della storica Lega Nord e contesta la gestione del simbolo da parte di Matteo Salvini. In Veneto la cultura del governo territoriale si misura invece con una scelta concreta: la legge sul suicidio medicalmente assistito, sostenuta da Luca Zaia e approvata dal Consiglio regionale che presiede. Nello stesso solco pragmatico si colloca l’iniziativa degli amministratori impegnati sul versante economico, interessati meno agli equilibri interni e più agli strumenti necessari alle imprese.

Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Liguria producono insieme più della metà del Pil italiano e concentrano una parte decisiva della manifattura nazionale. Le cinque Regioni hanno costituito con le rispettive Confindustrie una cabina di regia per elaborare proposte comuni da presentare al governo e alla Commissione europea. La premessa è che alla forza economica del Nord non sia finora corrisposta una capacità d’azione altrettanto coordinata. Le amministrazioni hanno costruito separatamente incentivi e procedure, anche quando le aziende interessate appartenevano alla stessa filiera. Il nuovo organismo punta a colmare questa distanza, facendo della dimensione produttiva della macroarea una leva negoziale a Roma e a Bruxelles.