“Nessun Dolore” con Borghi va oltre ‘Lamerica’, nell’Italia di oggi

Venezia, 3 set. (askanews) – “Per oltre 30 anni mi è rimasto il desiderio di continuare a capire quale sarebbe stata la fine di coloro che emigravano da un paese molto vicino”, ha detto Gianni Amelio, riferendosi alla nave degli albanesi di “Lamerica”, suo film del ’94 con un finale sospeso. Ora in “Nessun dolore”, presentato in Venice Open – Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia (nelle sale dal 24 settembre), torna a parlare di migranti con la storia di un uomo, Davide, Alessandro Borghi, che vende libri usati a Roma, la cui vita viene sconvolta quando gli viene affidato per strada un bambino che viene dal Nordafrica. Il piccolo resta coinvolto in un incidente e lui, travolto dal senso di colpa, inizia a cercare di sanare la ferita che si porta dentro provando ad aiutare tutti quelli che incontra.

Un tema quello della migrazione così caro al regista, che lo ha vissuto sulla sua pelle, con il nonno e il padre emigrati in Argentina. “In questi 30 anni le migrazioni verso l’Italia e l’Europa in genere sono aumentate a tal punto da diventare forse il primo grande problema di ogni Paese. Non voglio ora fare riferimento alla bietta America di Trump che utilizza metodi disumani, ma è chiaro che l’Europa deve in qualche modo rispondere a questo problema, anche perché è stato un nostro problema. Noi italiani abbiamo varcato gli oceani. Io sono figlio e nipote di emigrati.