Il Gran Premio d’Italia è il fine settimana più atteso dai tifosi della Ferrari, ma nell’edizione di quest’anno la componente emotiva dovrà convivere con un appuntamento particolarmente importante anche sul piano tecnico, perché il Tempio della Velocità metterà alla prova le nuove monoposto come nessun altro circuito affrontato finora.
Le poche occasioni utili per recuperare energia in frenata, unite ai lunghissimi tratti percorsi con l’acceleratore completamente aperto, costringeranno squadre e piloti a gestire con attenzione la parte elettrica delle power unit. Non sarà possibile disporre della massima spinta per tutto il giro: la scelta di dove utilizzare l’energia potrà quindi incidere tanto sul tempo sul giro quanto sulle possibilità di attacco e difesa.
La Ferrari porta il motore evoluto
Il Cavallino ha scelto la gara di casa per introdurre sulle SF-26 di Charles Leclerc e Lewis Hamilton la quarta power unit della stagione. Si tratta dell’evoluzione sviluppata attraverso il meccanismo ADUO2, l’Additional Development and Upgrade Opportunities concesso dalla FIA per ridurre le differenze prestazionali tra i motoristi.
Gli interventi hanno interessato la camera di combustione e il turbo, ma anche l’erogazione della coppia e la gestione dell’energia elettrica. Si stima un incremento complessivo vicino ai 15 cavalli, considerando anche il contributo del nuovo carburante sviluppato dalla Shell. I test di affidabilità svolti al banco hanno dato esito positivo e convinto Maranello a portare subito la nuova unità in pista.








