Pubblicato il: 03/09/2026 – 13:52
CATANZARO Il forte caldo che sta interessando la Calabria in questi giorni sta alimentando il dibattito sull’avvio del nuovo anno scolastico e, in particolare, le richieste di valutare un eventuale posticipo dell’inizio delle lezioni rispetto alla data fissata per il 15 settembre.«Comprendiamo pienamente le preoccupazioni manifestate dal sindacato – dichiara l’assessore regionale all’Istruzione, Sport e Politiche per i giovani, Eulalia Micheli – soprattutto in presenza di condizioni climatiche eccezionali che possono incidere concretamente sul benessere degli studenti e sulla regolare organizzazione delle attività didattiche».Il calendario scolastico regionale per l’anno 2026/2027 è stato approvato con Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 32 del 27 aprile 2026, adottato dal presidente Roberto Occhiuto, nell’esercizio della competenza attribuita alle Regioni dall’articolo 138, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 31 dicembre 1998, n. 112. Il provvedimento stabilisce l’inizio delle lezioni per martedì 15 settembre 2026 e il termine per martedì 8 giugno 2027, con conclusione il 30 giugno 2027 per le scuole dell’infanzia, per un totale di 206 giornate obbligatorie di lezione. La definizione del calendario non è stata, tuttavia, una scelta unilaterale della Regione. Le date proposte dall’assessorato sono state sottoposte alla condivisione del Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria, del presidente di Unioncamere Calabria, del presidente regionale di Confesercenti, del presidente di UPI Calabria, del presidente di ANCI Calabria e delle organizzazioni sindacali della scuola CISL, CGIL, UIL, SNALS, GILDA-Unams e ANP. In risposta alla consultazione non è pervenuto alcun contrario avviso. «Abbiamo costruito il calendario attraverso un confronto ampio – sottolinea Micheli – perché la data di avvio delle lezioni non riguarda soltanto la scuola, ma l’intero sistema territoriale: famiglie, Comuni, trasporto scolastico, servizi di refezione, organizzazione del lavoro e attività produttive. Per questo era necessario assicurare una programmazione omogenea e consentire a tutti gli attori coinvolti di organizzarsi per tempo».













