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Mancano ormai pochi giorni al suono della prima campanella e le temperature, nonostante il calendario segni settembre, non danno segni di cedimento. È in questo contesto che il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato uno stanziamento da 20 milioni di euro destinato agli istituti scolastici per l'acquisto di dispositivi di raffrescamento, nel tentativo di disinnescare le tensioni montate nelle ultime settimane tra sindacati, dirigenti e famiglie. Il pressing sul Ministero era iniziato con una petizione lanciata su Change.org da un'insegnante di un istituto superiore campano, che chiedeva di posticipare l'apertura delle scuole denunciando condizioni incompatibili con le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Alla protesta si era affiancata la voce della Flc Cgil, il cui vertice ha invitato a non far partire le lezioni laddove le temperature in classe non permettano di rispettare gli standard di salute e sicurezza previsti dalla normativa vigente. Sulla stessa linea la Uil Scuola, che attraverso il segretario Giuseppe D'Aprile ha ribadito come rinviare il rientro sia un palliativo, non una soluzione: il problema, ha sottolineato, è ormai strutturale e riguarda l'intero patrimonio edilizio scolastico italiano. A questo pressing il ministro ha risposto rivendicando la coerenza tra impegni assunti e fatti. "Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto", ha dichiarato, annunciando contestualmente che è allo studio un piano più ampio dedicato all'efficientamento energetico degli edifici scolastici. Valditara ha anche chiamato in causa gli enti territoriali – Comuni, Province e Città Metropolitane – invitandoli a fare la propria parte negli interventi strutturali necessari.











