A due mesi dal voto del prossimo 27 ottobre Yair Golan, ex generale e attuale leader dei Democratici, il partito nato nel 2024 dalla fusione fra Meretz e laburisti, replica a un'insinuazione di Sara Netanyahu. Secondo la moglie del premier israeliano, la rapidità con cui Golan raggiunse il festival Nova la mattina del 7 ottobre avrebbe nascosto una conoscenza anticipata dell'attacco di Hamas. In un'intervista al Corriere della Sera, Golan annuncia di voler intraprendere un'azione legale: "Pro­ce­derò per vie legali. Chie­derò non meno di 2,5 milioni di she­kel e li desti­nerò alle fami­glie delle vit­time del Nova. Ho saputo dell’attacco alle 6.29, con le sirene. Ho sal­vato sei ragazzi".

Alla domanda sul perchè di questa accusa, Golan allarga il bersaglio al capo del governo: "Lei e suo marito cer­cano di riscri­vere il 7 otto­bre. Vogliono can­cel­lare le respon­sa­bi­lità del pre­mier per il più grande fal­li­mento della sto­ria di que­sto Paese. Tra­sfor­mano in tra­di­tori chi ha difeso lo Stato e in vit­time quelli che hanno finan­ziato Hamas. Faremo una com­mis­sione d’inchie­sta".

Sulle prospettive del voto, l'ex generale si dice ottimista riguardo a un governo di centrosinistra, ma pone una condizione netta: "L’unico governo che possa ripa­rare i danni degli ultimi quat­tro anni non può inclu­dere nes­suno dei par­titi dell’attuale ese­cu­tivo". Parla di una "colazione di unità nazionale", indica in Gadi Eisenkot un possibile alleato e non esclude l'ingresso dei partiti arabi, richiamando l'esperienza già maturata con Ra'am. "C'è molto da guadagnare". Sulle chance di Bibi di essere rieletto, non ha dubbi: "Tutti hanno visto l’enorme danno che ha fatto al nostro Paese, è stato il governo più radi­cale e incom­pe­tente di sem­pre".