Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

A cura di Massimiliano Atelli

L’intelligenza artificiale vive di data center che consumano suolo, energia e, soprattutto, acqua. Le infrastrutture rischiano così di entrare in competizione con residenti, produzioni e sistema fognario. Ecco come si possono conciliare le esigenze della tecnologia e quelle delle comunità.

Il capitale artificiale ha bisogno del capitale naturale. Ma il potenziale di illimitatezza dell’evoluzione tecnologica deve fare i conti con la finitezza fisica. Dall’astratto al concreto: l’intelligenza artificiale ha bisogno di data center, e questi ultimi hanno a loro volta bisogno di altro.

I data center basati sull’intelligenza artificiale sono macchine che elaborano dati producendo calore. Più calcoli fanno, più calore generano. Fra questi, i data center che addestrano e fanno funzionare l’intelligenza artificiale generativa sono macchine che emanano molto più calore di qualunque server aziendale tradizionale. In Italia come altrove, i data center sono ospitati in enormi edifici, che non soltanto vanno alimentati 24 ore su 24, ma devono mantenere temperature interne rigorosamente controllate per consentire alla tecnologia di funzionare.