Doveva essere un intervento rapido e risolutivo, quello degli Stati Uniti in Medio Oriente. Sei mesi dopo l'inizio della campagna militare contro l'Iran, il segretario alla Difesa Pete Hegseth starebbe invece estendendo - in modo discreto - il dispiegamento delle truppe americane nella zona fino al 2027. Questo, secondo quanto riporta il Wall Street Journal. Un segnale che smentisce le promesse iniziali di un conflitto breve, e che arriva mentre - sul fronte opposto della comunicazione - Trump propone sui social l'idea di ribattezzare lo Stretto di Hormuz con il proprio nome. Un folle escamotage comunicativo adottato, proprio in questi giorni, anche nei confronti del lago Ontario, diventato, nelle mappe dei tycoon, "Lake America". "Ora che lo abbiamo sotto il controllo degli USA, dovremmo cambiare il nome dello Stretto di Hormuz in Stretto Trump? Proprio come l'America, sarebbe più "cool" che mai", ha scritto sul suo social Truth.Intanto, il quotidiano newyorkese riporta che circa 50 mila soldati americani restano attualmente presenti nell'area, tenuti a disposizione per garantire al presidente margine di manovra sulle prossime mosse. Trump avrebbe confidato ai suoi collaboratori, in privato, di essere convinto che la sua strategia funzionerà, nonostante i tempi si stiano allungando ben oltre le previsioni iniziali. Il prolungamento del dispiegamento arriva in un momento di forte pressione sulle truppe, già impegnate da mesi in un teatro operativo decisamente complesso: solo nei giorni scorsi la portaerei USS George Washington è arrivata nella regione a supporto delle operazioni contro l'Iran, e il Comando Centrale americano (CentCom) ha condotto nuovi attacchi contro obiettivi legati ai Guardiani della Rivoluzione islamica. Sempre secondo il Wsj, Trump starebbe valutando in privato con i suoi collaboratori se dichiarare conclusa la guerra in Iran. Il commander-in-chief è convinto che la sua strategia di pressione economica funzionerà e costringerà il regime a smantellare il proprio programma nucleare o crollare. Tuttavia, nonostante il prolungamento dell'operazione, il presidente americano solo ieri - mercoledì 2 settembre - a chi gli ha chiesto quanto potrebbe protrarsi la sua campagna con l'Iran, ha detto: "Non credo molto a lungo, non so quanto altro possano sopportare. Controlliamo lo Stretto di Hormuz. Ogni giorno facciamo transitare molte navi cariche di milioni di barili di petrolio e nella maggior parte dei casi questo avviene senza problemi. Di tanto in tanto però lanciano qualche drone e noi lo abbattiamo. Abbiamo un controllo molto saldo".
Le truppe Usa resteranno in Medio Oriente fino al 2027. Trump: "Hormuz si chiamerà con il mio nome"
Il Pentagono estende il dispiegamento militare nel Golfo, segno che il conflitto potrebbe trascinarsi ben oltre le previsioni iniziali, il presidente propone l'










