I boomer che sostengono che i giovani di oggi non vogliono lavorare potrebbero, purtroppo, avere qualche ragione, secondo studi recenti di istituti come il Chartered Management Institute, che evidenziano come la Generazione Z potrebbe non essere davvero pronta per il mondo del lavoro.
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Diversi leader di settore di grandi aziende come Booking Holdings e Whole Foods hanno già sottolineato questo livello di impreparazione.
Glenn Fogel, amministratore delegato di Booking Holdings, ha dichiarato nel 2024 che i dipendenti più giovani potrebbero aver bisogno di più formazione e guida per capire come sono organizzati oggi i luoghi di lavoro e che cosa ci si aspetta da loro.
Nello stesso senso, un rapporto (fonte in inglese) del Chartered Management Institute (CMI), pubblicato a luglio di quest’anno, ha rivelato che solo il 6% dei manager ritiene che i giovani neoassunti siano pronti per lavorare. Questo nonostante il 45% degli appartenenti alla Gen Z sia convinto di possedere già le competenze necessarie.







