Quando i dati sulla disillusione della Gen Z verso l’intelligenza artificiale circolano nel dibattito pubblico, e circolano sempre più frequentemente da aprile 2026, dopo la pubblicazione del rapporto Gallup “The AI Paradox”, accade qualcosa di prevedibile: chi è favorevole all’IA li relativizza geograficamente. “Sono dati americani“, si dice. “In Asia i giovani sono entusiasti. In Europa il quadro è diverso. Non possiamo generalizzare.” L’obiezione è corretta. Ed è proprio per questo che merita di essere presa sul serio, non come argomento per archiviare il problema, ma come chiave per capirlo meglio.