’Chiudi gli occhi, immagina una gioia’... Questo sabato i fan di Niccolò Fabi vivranno un momento di sicura gioia: i Giardini della Rocca di Bertinoro, dalle 21,30, risuoneranno della poesia e delle note del cantautore romano. Il concerto chiude l’11esima edizione di Entroterre Festival e coincide con la storica Festa dell’Ospitalità, che taglia il traguardo della 100esima edizione. Sul palco musicisti che da sempre appartengono al suo universo artistico: Roberto ’Bob’ Angelini, Alberto Bianco e Filippo Cornaglia. Ma anche Cesare Augusto Giorgini e Giulio Cannavale, che hanno partecipato alla registrazione dell’ultimo album Libertà negli occhi.

Fabi, la data di Bertinoro si inserisce in una cornice particolare, la 100esima Festa dell’Ospitalità. Che significato assume cantare qui?

"Nella tournée estiva mi capita spesso di suonare in contesti che hanno una connotazione altra dal semplice concerto del musicista. Senti di più l’aspetto del territorio. Mi è accaduto anche con Romagna in Fiore: ci sono eventi e luoghi in cui esiste un amplificatore emotivo che si percepisce appena scendiamo dal furgone, lo vedi dallo sguardo delle persone che sei lì per un altro compito".

Libertà negli occhi è un disco nato da un’esperienza condivisa in una baita in Val di Sole. Aveva bisogno di allontanarsi dalla quotidianità?