SAN DONÀ - Questione autovelox: la Procura di Venezia archivia le denunce contro il sindaco di San Donà Alberto Teso che adesso chiede 150mila euro all’associazione Altvelox come risarcimento. È la svolta nel braccio di ferro tra Teso e Gianantonio Sottile Cervini, referente dell’associazione Altvelox di Castelfranco, che ha iniziato una battaglia legale contro gli occhi elettronici che fanno le multe. A San Donà gli apparecchi sono due: uno installato tra il ponte dei Granatieri e la rotonda di via Armellina; l’altro sulla “Jesolana”, la strada regionale 43, che collega San Donà con Jesolo. Questo apparecchio è stato collocato vicino al luogo dell’incidente che nel 2019 ha sconvolto il Veneto. Una tragedia che ha strappato quattro giovani vite e che tutti ricordano bene. Il sostituto procuratore Roberto Terzo nei giorni scorsi ha archiviato le nove cause presentate da Sottile Cervini contro Teso, oltre a quelle contro l'intera Giunta, il sindaco di Meolo Daniele Pavan, il Prefetto di Venezia Darco Pellos. In totale 25 pagine fitte quelle di Terzo in cui precisa che le parole di Teso non avevano “nessuna valenza diffamatoria avevano quelle affermazioni e che apparivano solo la garbata replica alle denunce del Sottile Cervini”.
Autovelox, il sindaco chiede 150mila euro di risarcimento ad Altvelox: «La Procura ha archiviato le denunce. I soldi a chi assiste le vittime degli incidenti»
SAN DONÀ - Questione autovelox: la Procura di Venezia archivia le denunce contro il sindaco di San Donà Alberto Teso che adesso chiede 150mila euro all’associazione...








