Sebbene l'economia globale abbia assorbito lo shock all'offerta di energia meglio del previsto, la situazione non è ancora risolta e i rischi legati all'aumento del debito e all'inflazione rimangono elevati, ha affermato la direttrice del Fondo monetario internazionale.In chiusura del vertice G20 Kristalina Georgieva ha indicato come motivo di particolare preoccupazione l'aumento dei tassi a livello globale. «Con l'aumento dei rendimenti dei titoli delle principali economie avanzate ai massimi da diversi anni, la maggior parte delle curve dei rendimenti mondiali viene spinta verso l'alto».
Dichiarazioni arrivate proprio mentre i mercati obbligazionari globali sono sotto pressione, a causa dei nuovi timori sull'inflazione.
I rendimenti sono aumentati negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Giappone e in Europa, facendo impennare i costi di finanziamento dei governi e aumentando le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito.
Georgieva ha sottolineato che il debito pubblico globale ha ormai superato i massimi registrati nel secondo dopoguerra, raggiungendo quasi il 100% del pil mondiale, ed è destinato a salire ulteriormente.
I problemi legati al debito si inseriscono in un contesto geopolitico complesso, con i combattimenti in Medio Oriente che stanno ostacolando i flussi di petrolio attraverso la strategica rotta marittima dello Stretto di Hormuz.







