Rimini, 3 settembre 2026 – A Borgo San Giuliano, Marco Qiu lo conoscevano in tanti. Era cresciuto lì, dopo che la sua famiglia si era trasferita dalla Cina a Rimini negli anni Novanta. La mamma gestisce il Fior di Loto, storico ristorante cinese a due passi dal ponte di Tiberio, dove negli ultimi tempi lavorava anche Marco. Il 35enne morto l’altro ieri alle cascate della Brusia, a Bocconi, nell’Appennino forlivese, aveva costruito tutta la sua vita a Rimini: le scuole, gli amici, il lavoro, persino una parentesi politica, con la candidatura nel 2016 nella lista Rimini People. E poi quella grande passione per l’arte della giocoleria: nelle foto pubblicate sui social network, lo si vede vorticare con un’abilità straordinaria delle bolas infuocate, esibirsi davanti al pubblico, sul palco e nelle arene all’aperto. Il Borgo piange Marco cresciuto tra quelle vie

Il dolore tra gli amici, i conoscenti e le persone cresciute insieme a lui

Nelle ore successive alla tragedia il dolore si è allargato a tutto quel pezzo di Rimini che Marco aveva attraversato negli anni. Amici, conoscenti, persone cresciute insieme a lui hanno affidato a Facebook ricordi, fotografie e saluti. Tra i messaggi più sentiti c’è quello di Casa Madiba Network, realtà che Marco aveva frequentato e dove aveva partecipato anche alle serate legate alla musica e alla giocoleria: “Per alcuni di noi sei stato un amico, per altri un vicino di casa, fin da bambino cresciuto nelle vie del borgo San Giuliano, accudito da tutta la vecchia guardia delle borghigiane, con altri ci siamo visti in giro, al tuo ristorante e a Casa Madiba, durante le serate che tanto ti piacevano ed appassionavano, sempre lì davanti, in prima fila, sottocassa”.