C’è chi arriva al Lido per il cinema, chi per il red carpet, chi solo per accaparrarsi un gadget o provare a scroccare un drink al bar dell'Excelsior

C’è chi arriva al Lido per il cinema, chi per il red carpet, chi solo per accaparrarsi un gadget o provare a scroccare un drink al bar dell'Excelsior. E poi ci siamo noi che, armate di taccuino e ironia, vi raccontiamo quello che non entra nelle conferenze stampa: gli applausi oceanici e i silenzi glaciali, gli outfit che sfidano la fisica, i gossip che si materializzano più velocemente delle barche-taxi e quei mostri della Laguna che puntualmente riemergono tra un photocall e un party segreto. Perché la Mostra del Cinema di Venezia è così: un palcoscenico dove il sublime convive con l’assurdo.

E la giornata inaugurale non ha tradito le attese. Da un lato, il sublime: del film d'apertura, ‘Ink’ di Danny Boyle, non si può ancora svelare nulla, ma il Lido è già pazzo del suo protagonista, Jack O’Connell. O almeno lo era fino al suo arrivo sul red carpet: il cappotto invernale indossato sarebbe stato eccessivo anche per Di Caprio mentre affonda nelle acque gelice dell'oceano. Attenzione, però: di Re, al Lido, ce n'è uno solo e il suo nome è George Clooney. Saluta, regala autografi e sorrisi che valgono un'intera carriera, si lancia in un italiano da turista innamorato, si diletta fotografo e ci ricorda perché i divi, quelli veri, sono un'altra cosa.