Da Orlando Bloom che poteva fare di più alla squadra dei fotografi sempre pronta a regalare acuti degni di un festival. Sì, ma quello di Sanremo
C’è chi arriva al Lido per il cinema, chi per il red carpet, chi solo per accaparrarsi un gadget o provare a scroccare un drink al bar dell'Excelsior. E poi ci siamo noi che, armate di taccuino e ironia, vi raccontiamo quello che non entra nelle conferenze stampa: gli applausi oceanici e i silenzi glaciali, gli outfit che sfidano la fisica, i gossip che si materializzano più velocemente delle barche-taxi e quei mostri della Laguna che puntualmente riemergono tra un photocall e un party segreto. Perché la Mostra del Cinema di Venezia è così: un palcoscenico dove il sublime convive con l’assurdo.
Ed eccoci al secondo giorno della kermesse che, puntuale, non ha mancato di regalarci le sue immancabili croci e delizie. La prima, cocente delusione della giornata ha un nome e un cognome: Orlando Bloom. Sotto un sole impietoso, fan e fotografi si erano preparati al rito: l'arrivo trionfale in barca alla darsena del Palazzo del Casinò. L'attesa era spasmodica, l'acqua luccicava, le macchine fotografiche erano pronte. Peccato che l'iconico pirata dei Caraibi abbia tradito l'acqua per l'asfalto, scegliendo di arrivare in auto ed entrare da un ingresso laterale. Un vero affronto alla tradizione veneziana. E se pensate che si sia fatto perdonare in conferenza stampa, vi sbagliate. Lì, il nostro Bloom ha deciso di onorare un'altra antica tradizione del Lido, inaugurata ieri da Claire Foy: quella delle star "stitiche di parole", dispensando poche battute con la parsimonia di un re che concede udienza.














