il film di apertura di venezia 83Segui Domani su Google02 settembre 2026 • 20:30A prima vista, il film di Danny Boyle sulla storia del tabloid The Sun può sembrare solo l’epica ricostruzione di una scalata temeraria, spregiudicata e trionfale, sepolta negli archivi del XX secolo con gli scheletri delle rotative. In realtà parla al presente, mettendo al centro dell’attenzione anche la corresponsabilità del pubblicoVENEZIA – Al suo picco, il londinese The Sun stabilì il record di copie vendute in un giorno da un tabloid popolare: quattro milioni ottocentottantanovemila centodiciotto, per l’esattezza. Oggi l’intero Occidente vive in diretta la cancellazione delle edicole dal panorama urbano. A prima vista, Ink di Danny Boyle, film di apertura di Venezia 83, può sembrare solo l’epica ricostruzione di una scalata temeraria, spregiudicata e trionfale, sepolta negli archivi del XX secolo con gli scheletri delleTeresa MarchesiCritica cinematografica e regista. Ha seguito per 27 anni come inviata speciale i grandi eventi di cinema e musica per il Tg3 Rai. Come regista ha diretto due documentari, Effedià - Sulla mia cattiva strada, su Fabrizio De André, presentato al Festival del Cinema di Roma e al Lincoln Center di New York, premiato con un Nastro d'Argento speciale, e Pivano Blues, su Fernanda Pivano. presentato in selezione ufficiale alla Mostra di Venezia e premiato come miglior film dalla Giuria del Biografilm Festival.
Non temo Murdoch in sé ma il Murdoch in me: la lezione antipopulista di “Ink”
A prima vista, il film di Danny Boyle sulla storia del tabloid The Sun può sembrare solo l’epica ricostruzione di una scalata temeraria, spregiudicata e trionfale, sepolta negli archivi del XX secolo con gli scheletri delle rotative. In realtà parla al presente, mettendo al centro dell’attenzione anche la corresponsabilità del pubblico











