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Il primo film proiettato alla Mostra del cinema di Venezia, mercoledì, era anche uno dei più attesi: Ink di Danny Boyle. È uno dei registi inglesi più famosi al mondo, apprezzato per il suo stile estetico e per il suo interesse per la cultura pop. In Ink (“inchiostro”) racconta la storia dei primi grandi successi commerciali del giornale inglese Sun, oggi uno dei più conosciuti tabloid scandalistici e populisti, e per lungo tempo il più venduto quotidiano britannico.

È per il grande successo del Sun e del suo concorrente, il Daily Mirror, se la parola tabloid è oggi comunemente associata soprattutto a uno stile giornalistico, oltre che a un formato. Ma tra gli anni Sessanta e Settanta, nel periodo raccontato nel film, indicava perlopiù un tipo di quotidiano fatto di pagine più piccole, e quindi più facile da trasportare rispetto a quelli a “lenzuolo”.

Passare dal formato largo al tabloid fu una delle prime decisioni prese dal nuovo proprietario del Sun, verso la fine del 1969. Lui era l’australiano Rupert Murdoch, all’epoca 38enne e già da un anno proprietario del settimanale inglese News of the World. Oggi, che di anni ne ha 95, è l’imprenditore a capo di News Corp, uno dei più potenti e influenti gruppi di media al mondo, molti dei quali condividono posizioni conservatrici o ultraconservatrici e approcci sensazionalistici, spregiudicati e opportunisti. Ne fanno parte, tra gli altri, il canale televisivo Fox News e centinaia di giornali statunitensi, britannici e australiani, tra cui il New York Post, il Times e il Sun, appunto.