INK - Guy Pearce e Jack O'Connel (Credits Anthony Dickenson STUDIOCANAL SAS)

“Il brutto stupisce”. In Ink, il nuovo film di Danny Boyle presentato in apertura alla Mostra del cinema di Venezia, questa battuta pronunciata quasi di striscio parlando di mera tipografia va a definire invece la strategia editoriale del Sun. Siamo nel 1969 e Larry Lamb (Jack O’ Connell), chiamato da Rupert Murdoch (Guy Pearce) a dirigere il giornale che ha rilevato, cerca una veste grafica capace di attirare immediatamente i lettori. Propone caratteri inclinati, soluzioni vistose, qualcosa che rompa le regole della buona tipografia. Un esperto gli fa notare che il risultato sarebbe brutto, ma Lamb non si scoraggia: vuole qualcosa che stupisca. E sì, deve ammettere l’altro, il brutto in effetti stupisce.Il Sun raccontato da Boyle nasce così, attraverso una serie di tentativi, provocazioni e misurazioni. Murdoch e Lamb potevano accontentarsi di abbassare il livello del giornalismo, ma per le vendite non basta, e così ingegnerizzano il brutto, osservano le reazioni del pubblico, individuano ciò che funziona e lo amplificano. Il risultato cambierà il volto della stampa britannica e anticiperà un ecosistema mediatico che oggi conosciamo fin troppo bene.